martedì 27 maggio 2008

Ma dov'è l'energia solare?

Ho trovato una news che mi dà l'occasione di parlare di una questione che a tutt'oggi rimane irrisolta, almeno per me. L'energia solare a bordo degli apparecchi di uso comune. Ho scoperto che LG ha prodotto il vivavoce HFB-500 dotato di un pannello per ricaricare le batterie utilizzando il sole. Addio a cavi di alimentazione: tutto ciò che serve è a bordo dell'apparecchio. Basta tenerlo sul cruscotto, magari proprio mentre lo si usa, per avere la batteria sempre carica. Da qui una domanda, perché i produttori di telefonini, smartphone, palmari e navigatori GPS non ci hanno ancora pensato?

Non sono esenti da questo discorso nemmeno le varie aziende impegnate nella mobility, ma si può estendere il discorso a tutti. Perché non si inizia ad affiancare l'energia tradizionale a quella solare? Okay, esistono alcuni moduli accessori che sfruttano i raggi del sole per tenere carica la batteria, ma non sono ancora convincenti. Mi viene in mente che allo scopo di ridurre l'assorbimento complessivo dei dispositivi accesi si potrebbe fare un mix tra pannelli solari e alimentazione da rete elettrica, così si riduce l'impatto ambientale. Si pensi ai computer e ai notebook. La duplice modalità, magari attivabile quando si è all'aperto o nei pressi di una finestra, sarebbe apprezzata. Per non parlare di telefonini, navigatori satellitari e MP3: all'aperto sublimano la loro esistenza. Dunque, un apparecchio GPS potrebbe essere tenuto costantemente alimentato quando è sul cruscotto ricevendo i raggi solari. Stesso discorso per i player multimediali o per i cellulari: un micro pannello posto in alto aumenterebbe l'autonomia della batteria.

A conti fatti, tutto ciò si riflette in un assorbimento minore dell'elettricità, con indubbi vantaggi sul risparmio in bolletta e sulla sostenibilità del fabbisogno energetico. Non sto parlando di eliminare le batterie, ma con siffatti strumenti le aziende potrebbero diventare un po' più "green" utilizzando accumulatori e alimentatori meno potenti: la semplificazione porterebbe a un impatto ambientale minore sugli scarti elettronici prodotti. Insomma, ci sarebbero tanti vantaggi da considerare, se solo i produttori impiegassero un po' più di risorse nella ricerca di queste soluzioni. Molto impegno è rivolto a stipare sempre più funzioni all'interno degli apparecchi di uso comune, ma ben poco si fa per il risparmio energetico. Ne è la dimostrazione il comparto dei telefonini: bellissimi modelli, super ricchi extra lusso, che poi non rimangono accesi per più di due giorni. Potenza effimera: parlando con alcuni tecnici e ingegneri, mi spiegavano che le difficoltà nel cambiare il metodo di alimentazione (batterie al metanolo o con altra tecnologia) comporta la rimessa in discussione nello studio e nella produzione di cellulari e dispositivi elettronici. E l'integrazione di pannelli solari è fattibile, ma la tecnologia attuale non è ancora sufficientemente avanzata e si fanno piccoli passi in questo senso. Insomma, ancora una volta la regola del fatturato ingessa il Green IT.

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