martedì 17 giugno 2008

Samsung sperimenta plastiche al mais

Qualcosa si muove: Samsung ha annunciato che impiegherà plastiche speciali ottenute dal mais (qui bisognerebbe chiedersi da quale mercato proviene la materia prima, ma è una domanda che apre le porte a un discorso troppo lungo sul costo del cibo a discapito dei paesi poveri).

Con il W510 l'azienda coreana si appresta a sperimentare nuovi materiali al posto dei soliti polimeri, al fine da facilitare lo smaltimento futuro. Il telefonino, purtroppo, è destinato al mercato interno, mentre la versione F268 sarà per la Cina, ma anche questo modello vanta l'abbandono di materie prime basate sul PVC e del bromuro. C'è anche la ciliegina sulla torta: in dote al W510 si trova un caricabatteria intelligente che avverte quando la carica è completata. Così si evita di lasciare inutilmente attaccato il telefonino.

Occhio al finto "green"

Scusate per la latitanza, ma è stato un periodo lavorativo più impegnativo di quanto mi aspettassi: tante scadenze ravvicinate, poco tempo per dedicarmi all'argomento Green IT che tanto mi interessa. Ma riprendo subito le fila del discorso portandovi all'attenzione il termine anglofono "Greenwash". Combina le parole "green" (verde) e "wash" (lavare, pulire) e identifica proprio la pratica di ripulirsi la coscienza e l'immagine fuorviando la percezione dell'attività aziendale proponendo sedicenti attività ecologiste, oppure puntando l'attenzione sui benefici per l'ambiente offerti dai prodotti o dai servizi che esse offrono.

Insomma, l'uso del Green IT a meri scopi di marketing per risultare più graditi all'opinione pubblica. Questo termine è stato coniato nel 1986 da un ambientalista newyorkese, ma negli ultimi tempi è tornato in auge perché la pratica si è diffusa nel reparto dell'elettronica e dell'informatica dato che molte aziende hanno iniziato a farne uso per dare smalto alla loro attività. Tuttavia, dietro a numeri, dati e progetti futuri, a volte, si cela la volontà di nascondere un impegno solo formale. D'altra parte, parlare oggi di quello che si farà a partire dal 2012 può essere astratto e il rischio è che si tratti di una promessa per tenera a bada la situazione contingente, rimandare le decisioni su come realmente diventare "green".

A scanso di equivoci, questo ragionamento non si può applicare a prescindere, però è bene verificare che le promesse si traducano in realtà. Il Green IT è "di moda" e aiuta a rinfrancarsi, ma scavando a fondo ben poche aziende sono impegnate a ridurre le emissioni intervenendo in modo più o meno incisivo nell'attività lavorativa di tutti i giorni. Secondo TerraChoice, il greenwashing non solo aiuta a ottenere visibilità e a generare una buona percezione del marchio, ma è anche comunemente usato per fare scattare meccanismi psicologici che guidano nell'acquisto. Per esempio, dichiarando sulle etichette dei prodotti che sono "energicamente efficienti" oppure che sono "ecologici, privi di OGM, prodotti solo con materiali organici o esenti da emissioni dannose". Senza dimenticare i marchi di "auto certificazione" che ricalcano i loghi o le caratteristiche di enti preposti al controllo sulla sostenibilità ecologica dei prodotti, come EnergyStar o EcoLogo. Insomma, il rischio è che ci sia tanto fumo e poco arrosto dietro alle promesse. Mi auguro non sia così, tuttavia, secondo l'allerta lanciata da alcuni esperti del settore, si fa sempre più sentita la necessità di un controllo effettivo sull'attuazione delle politiche energetiche e di ecosostenibilità da parte di un sindacato vigilante o di un organismo di certificazione internazionale.

venerdì 30 maggio 2008

Give a little bit

Vi saluto per questo week-end lungo con una nuova canzone, questa volta dei Supertramp, un gruppo che io ritengo tra i migliori di tutti i tempi per i testi e la musica orecchiabile, ma affatto banale. Questo è un inno alla fraternanza: che si esprime nell'aiutare "the man with the lonely eyes" ma anche avere un po' cura dell'ambiente che ci circonda. Perché le strade sono sporche? Perché sono di tutti, se fossero percepite come una nostra proprietà sarebbero splendenti. E' una metafora. Smettiamola di pensare alla gretta quotidianità e cerchiamo di essere un po' più comunità prendendoci cura dell'ambiente, che poi determina la nostra qualità della vita e ci preserva dalle malattie. Anche impegnandoci a trovare metodi per risparmiare un po' di energia o limitare le emissioni mentre si usano gli onnipresenti dispositivi elettronici. Iniziamo a usare meglio questi gadget tecnologici che tanto ci pacciono tanto. In fondo, ci vuole un po' di attenzione: solo un pochino...



Give a little bit
Give a little bit of your love to me
Give a little bit
Ill give a little bit of my love to you
Theres so much that we need to share
So send a smile and show you care

Ill give a little bit
Ill give a little bit of my life for you
So give a little bit
Give a little bit of your time to me
See the man with the lonely eyes
Take his hand, youll be surprised

Give a little bit
Give a little bit of your love to me
Ill give a little bit of my life for you
Nows the time that we need to share
So find yourself, were on our way back home

Going home
Dont you need to feel at home?
Oh yeah, we gotta sing

Usate sole e vento per ricaricarvi

Arriva la bella stagione (anche se non sembra) e ci si appresta a godersi le giornate assolate: perché non fare un uso sensato di questa energia dispersa? Sto parlando di quella solare, anzi già che ci sono tiro in mezzo anche quella eolica che in Italia (uno dei paesi più ventosi al mondo) non vuole saperne di decollare. Si parla delle centrali nucleari: finalmente hanno sdoganato questa stupida superstizione su questo tipo di energia che si è andata creando in Italia.

Nel frattempo, perché non fare un uso intelligente e diffuso delle risorse disponibili nella vita di tutti i giorni? A prescindere dall'acqua, parlo del sole e del vento. Oggi su questo discorso, che avrete capito mi sta a cuore, vi propongo tre idee per alimentare in modo ecosostenibile i vostri apparecchi elettronici, ma non solo. Il primo è un pannello solare gonfiabile: una sorta di materassino che però permette di scaldare l'acqua in misura sufficiente per farsi una doccia.

Il secondo è un brevetto di Thanko, un'azienda giapponese che ha studiato un lettore multimediale equipaggiato con celle solari. Con un'ora di ricarica si può effettuare la riproduzione di 15 minuti di video e di 35 minuti di brani. Dispone di 4 GB di memoria e display da 2 pollici. Infine, per voi motociclisti, è disponibile una ventolina da applicare al casco, sul manubrio o dove preferite per produrre energia elettrica dal flusso di vento proveniente mentre siete in marcia. Costa 40 sterline (circa 60 euro), si trova sul sito Hymini e permette di alimentare tutti i dispositivi dotati di porta USB. Un must per i motociclisti davvero ecofrienldy.

Meno carta, parte il Green Tour di Lexmark

Parte il Green Tour 2008 di Lexmark, una manifestazione itinerante dedicata a imprese di medie e grandi dimensioni operante nel settore pubblico e privato allo scopo di sensibilizzare sull'uso ecosostenibile della stampante. Con il motto “Print Less, Save More”, l'azienda mira a proporre soluzioni per minimizzare l'impatto ambientale senza penalizzare la produttività in ufficio. L'obiettivo è anche di allargare la discussione alle infrastrutture tecnologiche al fine di favorire atteggiamenti consapevoli che non rallentino l'attività lavorativa pur avendo un occhio di riguardo all'ecologia. Il Green Tour 2008 è partito da Torino e si chiuderà a Palermo il 25 giugno prossimo.

Aggiungo io: basterebbe così poco per non consumare inutilmente carta nella vita di tutti i giorni. Basterebbe non stampare qualsiasi cosa si veda allo schermo e abituarsi a lavorare con i documenti elettronici. E poi, magari, potrebbero iniziare a sparire le guide telefoniche e tutte le altre pubblicazioni cartacee che inutilmente invadono le nostre strade e il più delle volte si accumulano in montagnette di rifiuti agli angoli. Signore e signori: ogni singolo foglio che buttate è un pezzettino di albero che state sradicando, dunque giustificate l'abbattimento delle foreste, dato che non ci decidiamo a passare alla carta riciclata e continuiamo a usare bellamente quella vergine. Pensateci, basterebbe poco. Solo imparare a usare meglio gli strumenti elettronici di cui disponete: pc, cellulare e così via.

Maggiori informazioni sul Green Tour 2008 si trovano all'indirizzo www.lexmark.it.
All'indirizzo www.printless.it è possibile consultare e scaricare la documentazione relativa alla strategia Print Less, Save More.

giovedì 29 maggio 2008

L'anima verde di Facebook

Ho scoperto, purtroppo solo di recente, Facebook e le opportunità di dialogo che questo sito offre. Un vero social networking, che permette di tenere contatti con amici e colleghi, ma anche di ritrovare vecchie conoscenze e di ramificarne di nuove, soprattutto in ambito lavorativo. Ma non solo: c'è una vena "green" anche in Facebook.

Tra le applicazioni disponibili, che sono la vera linfa di questo sito perché rappresentano attività per coinvolgere i contatti presenti nella lista di amici, ce ne sono alcune ecofriendly. Alcuni semplici esempi. L'applet "I Am Green" è una sorta di bollo di identificazione da apporre nel proprio profilo per dichiararsi attenti alle tematiche sul verde. Una sorta di incoraggiamento a essere più amici dell'ecologia perché "abbiamo un solo pianeta, bisogna prendersene cura", come si legge nel motto che lo accompagna. Per fare vera community, ancora più interessante è "My Green Friends" che permette di riconoscere e organizzare gruppi di discussione, corredati da foto e storie, sulle tematiche ambientali. Anche in questo caso, è un'opportunità per scambiarsi esperienze di vita. La più interessante è Green My Ride: lo scopo è incontrare persone attente all'ecologia per imparare come diventare ancora più verdi nella vita di tutti i giorni. Tramite l'applicazione si possono scambiare opinioni su prodotti "green" e raccogliere consigli per migliorarsi parlando con utenti di tutto il mondo. E sono solo alcuni esempi di iniziative in questo ambito: provatele e, se volete, aggiungetemi tra i vostri amici in Facebook :-)

L'indirizzo del sito è www.facebook.com, trovate anche il gruppo dedicato a GreenIT Blog

martedì 27 maggio 2008

OS X calcola l'emissione di Co2 del tuo pc

Hai un Mac? Vuoi sapere quant'è l'emissione di anidride carbonica causata dall'uso che ne fai? Ecco ciò che fa al caso tuo: un calcolatore di Co2 per OS X. Si chiama Populator ed è un semplice applciativo che mostra l'emissione in base alle caratteristiche del tuo sistema, all'uso e alla situazione specifica. Il valore mostrato in grammi al secondo tiene conto di decine di variabili. Vale la pena di arricchire il vostro OS X di questo semplice applicativo che però dà l'idea di quanto possa variare l'impatto ambientale del sistema in base all'uso quotidiano.

Per scaricarlo basta recarsi a questo indirizzo www.susigames.com/populator/

Apple brevetta un LCD con pannelli solari

Come vedete non è impossibile: il ragionamento che ho fatto sull'energia solare è assolutamente di rilievo. C'è voluta ancora Apple per rompere gli indugi e forzare il cristallizzato comparto dell'IT a un rinnovamento. Nei laboratori di Cupertino è stato studiato un particolare tipo di lastra LCD capace di funzionare da pannello solare al fine di ricaricare iPod e iPhone. Per ora è solo un brevetto che potrebbe rivoluzionare il mondo dei dispositivi portatili senza variarne il design. Al posto di integrare schermi solari sull'apparecchio, si usa l'onnipresente display: dietro allo strato di visualizzazione è previsto un reticolo di celle solari per tenere carica la batteria. Nel 2001, Motorola aveva già studiato un approccio simile ma il rendimento dei pannelli solari disponibili non permetteva una densità tale da assicurare energia sufficiente. Ci sono voluti 7 anni per studiare qualcosa di più efficiente...

Vi propongo la video recensione di un carica batterie a energia solare: notate le dimensioni dei pannelli.

Ma dov'è l'energia solare?

Ho trovato una news che mi dà l'occasione di parlare di una questione che a tutt'oggi rimane irrisolta, almeno per me. L'energia solare a bordo degli apparecchi di uso comune. Ho scoperto che LG ha prodotto il vivavoce HFB-500 dotato di un pannello per ricaricare le batterie utilizzando il sole. Addio a cavi di alimentazione: tutto ciò che serve è a bordo dell'apparecchio. Basta tenerlo sul cruscotto, magari proprio mentre lo si usa, per avere la batteria sempre carica. Da qui una domanda, perché i produttori di telefonini, smartphone, palmari e navigatori GPS non ci hanno ancora pensato?

Non sono esenti da questo discorso nemmeno le varie aziende impegnate nella mobility, ma si può estendere il discorso a tutti. Perché non si inizia ad affiancare l'energia tradizionale a quella solare? Okay, esistono alcuni moduli accessori che sfruttano i raggi del sole per tenere carica la batteria, ma non sono ancora convincenti. Mi viene in mente che allo scopo di ridurre l'assorbimento complessivo dei dispositivi accesi si potrebbe fare un mix tra pannelli solari e alimentazione da rete elettrica, così si riduce l'impatto ambientale. Si pensi ai computer e ai notebook. La duplice modalità, magari attivabile quando si è all'aperto o nei pressi di una finestra, sarebbe apprezzata. Per non parlare di telefonini, navigatori satellitari e MP3: all'aperto sublimano la loro esistenza. Dunque, un apparecchio GPS potrebbe essere tenuto costantemente alimentato quando è sul cruscotto ricevendo i raggi solari. Stesso discorso per i player multimediali o per i cellulari: un micro pannello posto in alto aumenterebbe l'autonomia della batteria.

A conti fatti, tutto ciò si riflette in un assorbimento minore dell'elettricità, con indubbi vantaggi sul risparmio in bolletta e sulla sostenibilità del fabbisogno energetico. Non sto parlando di eliminare le batterie, ma con siffatti strumenti le aziende potrebbero diventare un po' più "green" utilizzando accumulatori e alimentatori meno potenti: la semplificazione porterebbe a un impatto ambientale minore sugli scarti elettronici prodotti. Insomma, ci sarebbero tanti vantaggi da considerare, se solo i produttori impiegassero un po' più di risorse nella ricerca di queste soluzioni. Molto impegno è rivolto a stipare sempre più funzioni all'interno degli apparecchi di uso comune, ma ben poco si fa per il risparmio energetico. Ne è la dimostrazione il comparto dei telefonini: bellissimi modelli, super ricchi extra lusso, che poi non rimangono accesi per più di due giorni. Potenza effimera: parlando con alcuni tecnici e ingegneri, mi spiegavano che le difficoltà nel cambiare il metodo di alimentazione (batterie al metanolo o con altra tecnologia) comporta la rimessa in discussione nello studio e nella produzione di cellulari e dispositivi elettronici. E l'integrazione di pannelli solari è fattibile, ma la tecnologia attuale non è ancora sufficientemente avanzata e si fanno piccoli passi in questo senso. Insomma, ancora una volta la regola del fatturato ingessa il Green IT.

lunedì 26 maggio 2008

Falsificati i risultati sui danni dei telefonini

Fanno male oppure no? La questione sulla dannosità dei telefoni cellulari è ancora dibattuta, e non se ne viene a capo, soprattutto se quelle poche ricerche affidabili sono contraddette. Mi riferisco alla notizia del settimanale Der Spiegel, secondo cui i risultati dell'Università di Vienna sulla pericolosità delle radiazioni emesse dai telefonini sono stati deliberatamente falsificati. I laboratori avevano prodotto evidenze sulle conseguenze del patrimonio genetico nell'uso dei telefonini. Due ricerche, per la precisione nel 2005 e nel 2008, che però la segretaria del rettore Wolfgang Schuetz è stata colta in flagrante nella pratica di variarne i dati. L'impiegata è stata licenziata ed è partita un'inchiesta interna, fatto sta che queste ricerche sono diventate sostanzialmente prive di reputazione.

Green IT, è davvero "green"?

Credo che molti di voi conoscano Report: uno tra i migliori programmi giornalistici che la nostra programmazione TV propone. Mai scontato nei servizi e ben realizzato, anche se nella puntata sul Wi-Fi è stato sommario e troppo plateale, ieri sera ha affrontato un argomento che mi sta molto a cuore. Lo sfruttamento indebito delle enormi ricchezze dei paesi non sviluppati (in primis l'Africa) facendo perno sul regime del caos e sulla corruzione di chi detiene il potere.

Ebbene, se avete visto la puntata, vi sarete accorti che partiva proprio da un elemento impiegato nella produzione di chip e componenti elettronici. Si trattava del coltan, da cui viene estratto il tantalio, utilizzato largamente nella produzione di circuiti integrati... peccato che questo materiale sia recuperato in modo (a dir poco) illegale e senza controlli di sorta. Anzi, tutto è lasciato in mano ai clan e il trattamento della materia prima avviene in sede a mani nude: solo che il coltan è altamente nocivo e produce un derivato tossico e radioattivo. Tutta questa filiera, che non prevede la messa in sicurezza di nessun lavoratore né tantomeno passaggi produttivi classificabili come sicuri, diventa ufficiale solo a un altissimo livello di contrattazione. Il primo documento di accompagnamento arriva firmato da un emissario comodamente lontano da chi fa il lavoro sporco, come dire che tutto è in mano a mafie, clan e tribù che se ne guardano bene dall'assicurare un approccio "verde" alla produzione.

Malissimo, perché poi questo tantalio si ripulisce la coscienza non appena entra in una fabbrica high-tech dove va a infarcire circuiti integrati e componenti elettroniche che si trovano in telefonini, pc, palmari, navigatori, televisioni, apparecchio audio e video e così via. Dov'è il Green IT? Finché si parla di ridurre emissioni e limitare l'impatto ecologico, tutti pronti a fornire numeri e argomentazioni da qui a tot anni in avanti. Ma il Green IT ha la coscienza sporca: la fase di recupero delle materie prime è tutt'altro che "green" e ciò fa comodo così per ragioni di mercato e di opportunità. Oggi è il tantalio, ma è un semplice esempio, una metafora. Volete davvero realizzare il progetto Green IT? Partite da qui, dal basso, da dove ecologico, ecosistema, ecosostenibile e ecofriendly sono solo parole senza senso, di fronte alla necessità di guadagnarsi cibo, acqua, uno stipendio di una manciata di dollari al mese e di salvarsi la vita (che è in mano al clan di turno)... meditate, gente, meditate. Ogni cosa elettronica che usiamo ogni giorno ha questo peccato originale e, per il momento, non c'è nessun battesimo che lo elimini.

Di seguito il comunicato ufficiale emesso da Report (www.report.rai.it)

L'80 per cento della produzione mondiale di coltan, minerale rarissimo e indispensabile per lo sviluppo della tecnologia di computer, telefoni cellulari, apparati di missili e di satelliti, viene estratto in Congo. Questo minerale oggi è più prezioso dell'oro e dei diamanti. Eppure il commercio del coltan, dai luoghi di produzione fino all'ingresso nelle dogane di tutto il mondo industrializzato, è completamente clandestino. In Congo però ci sono anche miniere di oro e diamanti, oltre alle enormi ricchezze fornite dalle foreste pluviali e dal petrolio. Poi c’è il più grande bacino d’acqua di tutta l’Africa. Il Congo possiede le risorse più preziose di tutto il pianeta. Eppure è uno dei paesi più poveri della Terra. Centinaia di missioni umanitarie si occupano dei loro profughi, della loro sanità, della loro scuola, poiché in Congo, se non paghi, non hai diritto ad imparare a leggere e scrivere. Perché un paese così ricco non è in grado di vivere decentemente? E' tutta colpa dell’avidità occidentale e delle multinazionali? Forse non solo. Certamente non più, perché adesso a mettere il cappello sulla sedia è arrivata anche la Cina, a stipulare contratti più generosi rispetto a quelli dei belgi e dei francesi.

venerdì 23 maggio 2008

Symantec calcola il consumo del tuo pc

Nell'ambito dei servizi offerti da Symantec, ne ho scoperto uno davvero molto interessante. Si chiama Green PC e il nome contiene tutto quanto serve per capire di cosa si tratta: è un calcolatore di consumi energetici del computer. E' proposto come servizio Premium nell'area Supporto ma solo nel sito statunitense. Si tratta di una routine eseguita in remoto dai tecnici di Symantec che esegue il monitoring del pc e, in base all'uso effettivo, provvede a stabilire quale sia la configurazione migliore per la gestione del risparmio energetico. Propone addirittura il risparmio in dollari coerentemente con le soluzioni e gli interventi proposti. Molto interessante, peccato che in Italia non sia ancora attivo. Green PC costa 14,99 dollari (meno di 10 euro).

Per curiosità, è raggiungibile a questo indirizzo

That's Life...

Giornata nera (come la mia pagina), ma così è la vita. Come cantava The Voice: così vi propongo proprio questo eccezionale pezzo di Frank Sinatra. That's life. E vi sottolineo il pezzo che preferisco "Each time I find myself, flat on my face, I pick myself up and get back in the race". Mai arrendersi.



That's life, that's what all the people say.
You're riding high in April,
Shot down in May
But I know I'm gonna change that tune,
When I'm back on top, back on top in June.

I said that's life, and as funny as it may seem
Some people get their kicks,
Stompin' on a dream
But I don't let it, let it get me down,
'Cause this fine ol' world it keeps spinning around

I've been a puppet, a pauper, a pirate,
A poet, a pawn and a king.
I've been up and down and over and out
And I know one thing:
Each time I find myself, flat on my face,
I pick myself up and get back in the race.

That's life
I tell ya, I can't deny it,
I thought of quitting baby,
But my heart just ain't gonna buy it.
And if I didn't think it was worth one single try,
I'd jump right on a big bird and then I'd fly

I've been a puppet, a pauper, a pirate,
A poet, a pawn and a king.
I've been up and down and over and out
And I know one thing:
Each time I find myself laying flat on my face,
I just pick myself up and get back in the race

That's life
That's life and I can't deny it
Many times I thought of cutting out
But my heart won't buy it
But if there's nothing shakin' come this here july
I'm gonna roll myself up in a big ball and die
My, My

mercoledì 21 maggio 2008

AMD strizza l'occhio all'ambiente

Un riconoscimento dall'EPA (Environmental Protection Agency, ovvero l'agenzia per la protezione dell'ambiente) ha sempre un certo pregio. Soprattutto se è stato emesso a favore di un'azienda dell'IT come AMD, a cui è stato assegnato il premio EPA Climate Protection Award per l'impegno verso la protezione del clima globale profuso nella realizzazione di prodotti efficienti dal punto di vista dei consumi energetici, per la progettazione e la gestione attenta dei propri impianti e per le attività di sensibilizzazione rivolte al proprio settore.

AMD è altresì socio fondatore dell’EPA Climate Leaders Partnership e di The Green Grid, a ulteriore dimostrazione del suo sforzo nel promuovere un'informatica efficiente dal punto di vista energetico per avere un comportamento responsabile nei riguardi dell’ambiente. Per ottenere l'Award, l'azienda di Sunnyvale ha perseguito alcuni obiettivi: riduzione di oltre il 50% delle emissioni, sviluppo di tecnologie per produrre prodotti efficienti dal punto di vista dei consumi energetici e impegno nella salvaguardia del clima. Dal 2001 AMD pubblica ogni anno un report aggiornato che ne riepiloga gli impegni, gli obiettivi e le strategie per ridurre il proprio impatto sul riscaldamento globale. Entro il 2010 si propone di ridurre le emissioni di un ulteriore 33%.

Iron Man o Green Man?

Ieri sera ho visto Iron Man: davvero divertente come film, mi accodo a quanti dicono essere il più riuscito (finora) tra quelli ispirati ai personaggi Marvel. Robert Downey Jr. è perfetto, poi lui è un attore bravo e ironico, ha i tempi giusti per dare smalto alla traslazione cinematografica del fumetto; Gwyneth Paltrow è sempre bellissima, nulla da dire sulla splendida presenza. E poi il film è incalzante, non ha tempi morti, ha il giusto tocco di divertimento e gli effetti speciali non sono ingombranti, anzi il 3D è molto più realistico e naturale, dunque non sembrano appioppati lì solo come accessorio scenografico.

Ma ripensandoci, tralasciando l'opinione sul film, nella trama ci ho visto un aspetto "green". A parte il palese invito (quasi retorico) ad abbandonare gli armamenti a favore di investimenti più produttivi e umanitari, mi piace riconoscere una lettura più sofisticata che invade l'orbita ecologica. Ovvero, il motore Ark è il vero protagonista tecnologico di questo film, poiché fornisce energia a Iron Man, ma non solo. L'invito sembra essere rivolto agli "armaioli", come vengono chiamati nel film: una linea sottile di pensiero sembrerebbe invitare questi a utilizzare le tecnologie montate sui missili per produrre energia pulita. Quasi un messaggio in codice (o steganografico), che mira a sottolineare come sarebbe possibile già avere fonti non basate su combustibili fossili e non di tipo nucleare, ma tenute ben nascoste per scopi bellici. E se fosse davvero così? Non lo so, però sta di fatto che guardando il film viene il dubbio che qualcosa si possa concretamente fare. Certo che in questo lungometraggio è preponderante il ruolo del software: ha il fondamentale compito di fare funzionare l'esoscheletro altrimenti inerme se affidato solo ai comandi dell'uomo. Anche qui un invito, ovvero che l'hardware senza logica non serve a molto... e così tanti altri suggerimenti sparsi qua e là nel film rivolti al mondo dell'IT.